Movimento Cinque Stelle Emilia-Romagna: "Stop al consumo del territorio" per Errani solo parole vuote

 

In venti anni la superficie cementificata in Emilia-Romagna è raddoppiata, a parità di popolazione. Qualche domanda bisognerebbe porsela se, a Bologna ad esempio, s'è coperta di cemento una superficie pari a 6500 volte la grande Piazza Maggiore negli ultimi 10 anni, ovvero 45 CHILOMETRI quadrati!
Eppure i proclami continuano incessanti. La Giunta a guida Comandante Errani continua a blaterare parole vuote - che per loro non hanno alcun significato: "stop al consumo del territorio" o "cemento zero" sono solo slogan da agitare in campagna elettorale o nei discorsi ufficiali, ma nella realtà si continua a costruire e distruggere il nostro territorio (se non credete che possa pronunciare simili falsità...
http://youtu.be/RkGO9fOoTPI).
Un nostro attivista di Modena ha creato una mappa interattiva, che tutti possono aggiornare per segnalare nuovi casi di cementificazione selvaggia: nel VIDEO sopra trovate il tutorial. VI INVITIAMO A SEGNALARE I CASI E A PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA MAPPATURA!
Ma c'è anche un altro modo di segnalare il vostro amore per il territorio, e cioè partecipare alla fiaccolata di San Lazzaro di Savena,
domani sera, GIOVEDI 15 dicembre dalle ore 21.00, un serpentone umano andrà da Piazza della Repubblica a Piazza Bracci.
L'obiettivo è quello di dare un segnale chiaro agli amministratori che, incuranti delle richieste e petizioni presentate e sottoscritte da oltre il 10% degli elettori di San Lazzaro, continuano imperterriti con il loro progetto cementificatorio del comune, che già si trova ai primi posti per espansione urbanistica tra i comuni dell'area bolognese.
Vogliamo sostenere la richiesta di svolgimento di un referendum comunale sull'urbanistica, richiesta che è stata bocciata in prima istanza me che il comitato promotore ha impugnato, richiedendo una sospensione cautelare d'urgenza dell'iter di approvazione del piano urbanistico che dovrebbe essere approvato in consiglio comunale il 20 dicembre prossimo.
ADERISCI ALL'EVENTO FACEBOOK:
https://www.facebook.com/events/261693570555912/


Proponiamo un referendum europeo anti-nucleare

L'incidente avvenuto in Francia è l'ennesima conferma dell'enorme rischio che continuano a costituire i reattori nucleari sparsi per l'Europa (ci riferiamo a ciò che è successo a Marcoule, con un morto e quattro feriti). Per fortuna gli italiani hanno capito quanto sia inutile e pericolosa l'energia nucleare, e lo hanno dimostrato con la schiacciante maggioranza ottenuta ai referendum di giugno ma in Europa le centrali attive sono ancora molte. Germania e Svizzera (oltre al Giappone) hanno già annunciato che dismetteranno gli impianti entro pochi anni, ma la Francia, ad esempio, ha ancora 60 centrali attive, il Regno Unito 19, la Svezia 10 e la Spagna 8. Per questo abbiamo approntato una risoluzione che impegni la Giunta dell'Emilia-Romagna a farsi portatrice presso il Comitato delle Regioni ed i propri canali istituzionali con l'Unione Europea della richiesta di un referendum consultivo da svolgersi contemporaneamente in tutti gli Stati Membri dell'UE. Associata a questa richiesta, nel mentre, crediamo sia necessario introdurre una moratoria che impedisca la costruzione di nuove centrali. Sarà curioso vedere come voteranno i colleghi in regione dopo la sbornia di buoni propositi pre-elettorali e referendaria...


Noi le firme le abbiamo raccolte 4 anni fa

Partiamo da un punto fermo, l'articolo 71 della costituzione.Tale articolo recita testualmente: ”L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo [cfr. art. 87 c. 4], a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale [cfr. artt. 99 c. 3, 121 c. 2].Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli”.La costituzione quindi imporrebbe al parlamento quantomeno la discussione e la calendarizzazione di voto di queste proposte di legge d'iniziativa popolare.

Bene, sono passati quattro anni dal primo V-Day e, dopo tutto questo tempo noi del Movimento 5 stelle il 10 settembre ci siamo ritrovati a Roma per rivendicare questo diritto.

Nel 2007 firmammo tre proposte di legge semplicissime: la prima, via i condannati in via definitiva dal parlamento; la seconda fissava un tetto massimo di due legislature; la terza ripristinava il voto di preferenza. In un solo giorno furono raccolte 350 mila firme e, allora come oggi i cittadini dimostrarono di essere avanti rispetto alla politica, dato che solo negli ultimi mesi i partiti stanno incominciando ad affrontare queste problematiche; noi che siamo demagoghi e populisti ci arrivammo nel 2007, con ben quattro anni d'anticipo.

Fa sorridere quindi vedere oggi alcuni partiti raccogliere firme per abrogare l'attuale legge elettorale, nel tentativo di mettere il cappello anche su questa iniziativa; fa certamente riflettere apprendere che Romano Prodi, Presidente del Consiglio all'epoca firmi oggi quello che avrebbe dovuto e potuto portare in parlamento in passato.

Il motivo di tutto ciò è lapalissiano:

se queste tre proposte di legge venissero votate e approvate in parlamento rimarrebbero ben poche persone; i nostri parlamentari si troverebbero ad affrontare altre esperienze una volta finita l'avventura politica, esperienze magari anche di tipo lavorativo: sarebbe un miracolo!

In fine un consiglio vorremmo darlo ai professionisti della politica: non perdano tempo ed energie nel raccogliere firme già raccolte da altri anni indietro, cerchino invece di spingere nelle sedi opportune la discussione di quelle proposte di legge, che se venissero approvate, oltre a ripristinare il voto di preferenza, caccerebbero dal parlamento tutti i condannati in via definitiva e le persone che da oltre dieci anni vivono del “mestiere” della politica.

Egregi professionisti i lavori o si fanno bene o non si fanno…

 


Vita dura per i trivellatori: ce l'abbiamo fatta!

L'Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza una risoluzione nella quale si impegna la Giunta regionale a confermare il parere negativo a tutte le richieste di coltivazione di idrocarburi che prevedano l'utilizzo di tecniche "non convenzionali", che aumentano l'impatto ambientale dell'attività estrattiva, specificando da subito che ciò vale anche per le richieste di ricerca e le eventuali fasi di perforazione del pozzo. Nel documento si impegna poi l'esecutivo a dare parere negativo a tutte le richieste di ricerca e di coltivazione di idrocarburi che riguardino sia le zone del territorio regionale colpite da subsidenza e da fenomeni franosi sia quelle all'interno di Aree protette o di siti della Rete Natura 2000.
Abbiamo fatto un grosso lavoro per smuovere la maggioranza su questa risoluzione, che è in gran parte identica a quella che ci bocciarono a marzo: solo tre mesi fa il Capogruppo del Pd Marco Monari diceva che la questione non era urgente. S'è perso tempo, ma ora, grazie all'opera di sensibilizzazione che abbiamo portato avanti e alla pressione dei cittadini, dei comitati e delle amministrazioni locali, siamo giunti all'approvazione di una buona risoluzione. Fondamentale per la sua efficacia è l'inserimento di un nostro emendamento che la rende stringente, altrimenti sarebbe stata una rete a maglie larghe: ora invece le zone off-limits per le trivelle sono anche alvei dei fiumi, sistemi di crinali, zone di tutela agro naturalistica, aree archeologiche, terreni con siti a quote superiori a 1.200 e - soprattutto - le aree tutelate dalla Legge Galasso: ovvero fino a 150 metri di distanza dagli argini dei fiumi e 300 metri dalle rive dei laghi. Siamo soddisfatti: i trivellatori avranno la vita dura.
Nella risoluzione si sollecita inoltre la Giunta regionale ad attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per aumentare la percentuale delle royalties a favore degli enti locali e ad esigere da parte del Ministero dello sviluppo economico il rispetto sostanziale del principio dell'intesa preventiva con la Regione territorialmente interessata, nelle fasi conclusive del procedimento per il rilascio degli eventuali permessi di ricerca e coltivazione. Sono punti importanti della risoluzione: il sistema delle royalties prevede indennizzi scandalosamente bassi: noi non siamo favorevoli al fatto che i comuni svendano il proprio territorio per denaro ma a volte, a causa dei tagli imposti dal governo, sono stati costretti a farlo per un piatto di


Linee guida energie rinnovabili, che vergogna!

Vergogna

E' passato ormai un anno da quando sollecitavamo con forza l'approvazione di linee guida per regolare ed indirizzare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Era luglio, e il fotovoltaico speculativo stava imperversando sui campi agricoli della regione (e italiani). Solo ad ottobre riuscimmo a stabilire linee guida, ahinoi solo per il fotovoltaico, che evitassero da un lato, la speculazione economica, dall'altro la morte di un settore strategico come quello agroalimentare. E senza pregiudicare la microgenerazione diffusa.
Ora il cerchio si chiude perché sono biomasse, eolico, biogas e idroelettrico l'oggetto di nuove linee guida. Saranno utili per regolamentare un far west nel quale regnano, per ora, gli speculatori, o nuovi imprenditori della "green energy" come Giovanni Consorte. Ma perché ce ne occupiamo solo ora, a quasi un anno di distanza, quando avremo potuto farlo prima? Perché la regione ha dormito? chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati è un classico modo per dare il contentino alle lobby. Ma qui si è andati oltre: un bue con addosso la "zavorra dei comitati" non è riuscito a scappare in tempo, e cosa fa la giunta? Prepara a norma di legge la fuga dalla stalla, incredibile. Parliamo della centrale di Russi. Infatti nei "criteri generali di localizzazione", che individuano ed escludono le zone nelle quali non sarà possibile installare impianti, c'è un dettaglio vergognoso, una bella eccezione alla regola fatta ad hoc per la centrale a biomasse di Russi (RA), una delle più critiche sotto il profilo ambientale ma con le spalle ben coperte da potenti gruppi industriali... Insomma una vera e propria legge ad aziendam... Non ci credete? Guardate l'immagine. Un bue, nonostante la chiusura della stalla, è stato fatto scappare.
Nei contenuti il documento la Giunta regionale ci ha presentato, di spalla al piano energetico (l'assemblea li approverà insieme), conferma che i nostri amministratori sono per la GREY energy anziché per la GREEN energy: il fondamento del piano è ancora la combustione.
Da giovedì, quando inizierà la presentazione ai consiglieri, daremo il via alla battaglia.

 

Documento_finale_GPG20111074.pdf


 

 

 

 

 

Movimento Cinque Stelle Emilia-Romagna: Dati shock! Solo il 18% delle scuole è ANTI-SISMICO!

I dati ufficiali che ci ha fornito la Regione, su nostra richiesta, non sono chiari e sono parziali ma possiamo dedurre che l'82% delle scuole non ha l'antisismica! Inoltre non esiste una mappatura regionale, e ci chiediamo come farà la Protezione Civile in caso di emergenza.

Abbiamo ottenuto questi numeri, che stiamo diffondendo, grazie ad un accesso agli atti che il Movimento 5 Stelle ha fatto lo scorso dicembre, e che scoperchia il pentolone: in Regione le scuole fatte prima dell'Ottocento sono il 5,7%, quelle dell'anteguerra il 24%, e solo il 18% a norma!

 

GUARDA COME CI HA RISPOSTO LA REGIONE

Un paio di mesi fa con un accesso agli atti abbiamo chiesto e ottenuto i dati ufficiali che riguardano l'adeguamento alle norme antisismiche delle scuole del territorio regionale. I risultati, come temevamo, sono agghiaccianti. Solo il 18% degli edifici scolastici è in linea con le norme di sicurezza, pur avendo l'agibilità ed essendo attivo e frequentato ogni giorno da migliaia di bambini e ragazzi. Ben l'82% degli edifici invece non è a norma.

Qui ovviamente il problema viene da molto lontano, ed è stato sottovalutato da generazioni: s'è dovuta aspettare la tragedia di San Giuliano di Puglia del 2002 per attivare un piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici.

Ma la cosa gravissima è che la Regione non abbia che una vaga idea di quali scuole siano a norma e quali no. Come farà la Protezione Civile ad intervenire adeguatamente in caso di emergenza? Leggiamo cosa ci rispondono, testualmente, alla nostra richiesta di accesso agli atti: 'ln merito alle autorizzazioni antisimiche, si può genericamente dire (sic!) che tutto quanto costruito dopo il 1983-84 nei comuni classificati sismici in tali anni, e tutto quanto costruito dopo il 2005 nei comuni classificati sismici ''ex novo" in tale anno, può ritenersi a norma. Tutto quanto costruito precedentemente non risulta ovviamente a norma, fatti salvi gli edifici adeguati mediante interventi specifici.' Ecco, da queste parole si capisce la superficialità nell'approccio alla questione. La Regione Emilia-Romagna ci ha informato di aver investito circa 25 milioni di ? per adeguare poco più di un centinaio di edifici scolastici; e ha concesso alcuni altri milioni per eseguire le verifiche tecniche su centinaia di edifici. Proprio un paio di giorni fa è stato annunciata dal Governo la proroga dei termini per ulteriori controlli.

Un segnale di scarsa attenzione, secondo noi. Non ci sono stati forniti dalla Regione i riscontri sull'effettiva realizzazione delle opere, e quindi sul denaro realmente speso. Stupisce quindi molto una risposta così approssimativa e che una mappatura precisa non esista. Da questo si deduce anche che, per quanto l'anno di costruzione delle scuole sia nella maggioranza dei casi noto, la loro adeguatezza normativa sia ottenuta per deduzione: le percentuali potrebbero essere quindi soggette ad una lieve oscillazione.

Crediamo sia comunque il caso di smetterla di spandere cemento sulla nostra regione per edificare solo villette, autostrade e centri commerciali e dedicarsi invece a mettere in sicurezza le nostre scuole.

 

I NUMERI

La Regione ci ha segnalato che in Emilia-Romagna sono presenti 1774 edifici scolastici e, stando ai documenti che ci sono stati forniti: 33 sono stati costruiti prima dell'Ottocento, 69 nell'Ottocento, 56 tra il 1900 ed il 1920; 269 tra il 1921 ed il 1945; 536 tra il 1946 ed il 1960; 390 tra il 1961 ed il 1975 e 335 dopo il 1976. Di 86 non ci è stata fornita alcuna datazione. Di scuole nuove, costruite dopo il 2005 e quindi certamente edificate con tutti i crismi di antisismicità, la Regione non ce ne ha indicata nemmeno una.

I Comuni emiliano-romagnoli dichiarati sismici sono ben 326, e solo 22 non lo sono (su cui sorgono 50 scuole, fermo restando che non ci sono nella risposta i Comuni della provincia di Piacenza). Sul territorio di questi 326 Comuni abbiamo potuto individuare solamente 192 scuole edificate dopo il 1983-84, di cui quindi si può "genericamente dire" che siano a norma... Alle quali aggiungiamo quelle "sistemate", prendendo per valida l'ipotesi più ottimistica, ovvero che gli interventi pianificati siano stati tutti effettuati e siano risultati risolutivi. Il numero di scuole a norma diventa 317, che non arriva quindi al 18% del totale. Quindi il restante 82% non lo è.

 

LE MANCANZE DELLA RISPOSTA

Alla richiesta di accesso agli atti la Regione ha risposto in modo lacunoso:

? per la Provincia di Piacenza non ci sono stati forniti dati, ma solo per la città capoluogo.

? A differenza della richiesta non ci è stato indicato, in nessun caso, quali scuole siano a norma con le normative antincendio e quali non lo siano.

? A differenza della richiesta non ci è stato indicato, in nessun caso, se l'agibilità sia stata concessa in seguito ad un'ordinanza del Sindaco.

? Da queste mancanze sappiamo che la Regione non è in possesso di una database che comprenda agibilità e norme antincendio per le scuole.

 

ANDREA DEFRANCESCHI

Capogruppo

Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna

 

Leggi e commenta: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/01/dati-shock-solo-il-18-delle-scuole-e-anti-sismico.html

 

 

 


"Cambiamo Piacenza", festa del Movimento 5 Stelle in vista delle elezioni

 

Un programma elettorale steso in "diretta": è quanto si propongono di fare i militanti del Movimento 5 Stelle che organizzano, a Piacenza nel locale Il Giusto Gusto di via Calzolai, una vera e propria festa per il pomeriggio di sabato 29 ottobre. Una vera e propria festa, quindi, con musica dal vivo, la possibilità di degustare i vini e le specialità del Giusto Gusto, vendita di libri usati per sostenere il movimento. Ma non solo, come hanno spiegato Andrea Gabbiani e Mirta Quagliaroli. Ai partecipanti verrà chiesto di dire la loro su 6 temi specifici: partecipazione, trasparenza, donne, turismo, giovani e trasporti. Spunti, riflessioni e richieste da appuntare su apposite cartoline, che saranno appese su di un grande tabellone. Proposte che confluiranno nel programma elettorale delle Comunali 2012, perché, come recita lo slogan della festa "Non cambiamo città, cambiamo Piacenza".

La presentazione

Istruzioni d’uso
Hai mai giocato a domino? Il funzionamento è lo stesso ma in più hai la possibilità di aggiungere la tua pedina dove vuoi, non necessariamente all’ultima, ma a qualsiasi, compresa la prima. La tua pedina è il cerchio tratteggiato all’interno di questo depliant. Decidi tu da quale dei sei temi che abbiamo individuato partire e scrivici dentro i progetti che vorresti realizzare. La tua idea sarà da spunto ad altre e così le successive. E insieme costruiremo la città dove vivere e non solo dormire. Non cambiamo città, cambiamo Piacenza.
Vuoi l’aiutino per rompere il ghiaccio? Ma certo. A forza di delegare ci siamo dimenticati di fare, di pensare, di volere. Al massimo ci danno il permesso di chiedere (e comunque
solo a bassa voce). chiediamo di meno, proponiamo di più. Confrontandoci sapremo risolvere i problemi perchè la soluzione sta proprio nel trovare una comunione di intenti.
Un servizio pubblico efficiente e veloce perchè dotato di assi e circonvallazioni a percorsi privilegiati alleggerirebbe il traffico e favorirebbe il suo utilizzo da parte dei cittadini con il risultato di meno smog e più salute per tutti. Il costo? Sempre meno delle spese sanitarie che l’inquinamento ci costringe per cure curabili e non. Questo è un esempio, ma
quanti altri ne possiamo pensare?
Un programma intero
Percorriamo nuove strade, nuove idee. Cambiamo le abitudini. Insieme è possibile. Siamo molto più bravi dei nostri politici che per delle condutture sono capaci di tagliare
60 alberi, senza arrivare a pensare che magari potevano farle passare in mezzo alla strada e non sui marciapiedi. Ma così va il mondo, verrebbe da dire. Forse una volta, ora non più.


Partecipazione  ore 18 e 30
Consulte aperte come strumento di prevenzione e risoluzione dei conflitti. Bandi di idee per una progettazione partecipata. Spazi liberi per favorire la vitalità della città: scuole aperte la
sera per associazioni e corsi, piazze per feste e spettacoli.
Forum interattivo. Riappropriazione degli spazi verdi incolti in orti urbani…
Trasparenza ore 19 e 30
Adeguamento degli stipendi dei politici agli stipendi dei dipendenti pubblici. Dichiarazione trasparente dei compensi. Divieto di accumulare altri incarichi pubblici, privati o di partito, sia estemporanei che in contemporanea. Dichiarazione dei collaboratori al proprio servizio e parentele…
Donne ore 20 e 30
Consulta delle donne. Osservatorio sull’occupazione. Città capace di ragionare al femminile. Servizi mirati alle problematiche delle donne (maternità, violenza domestica, emarginazione lavorativa…). Asili nei posti di lavoro. Aree giochi bimbi nei luoghi dove sono possibili code e attese…
Turismo ore 21 e 30
Cultura dell’accoglienza. Turismo come relazione. Recupero del centro storico e del sistema delle piazze come luoghi di vita comune. Valorizzazione degli immobili e di tutti i luoghi capaci di raccontare il passato…
Giovani ore 22 e 30
Agevolazioni per aziende giovani/anziani (trasmissione delle esperienze), locazioni vantaggiose e momenti formativi, gestione partecipata dei momenti ludico ricreativi dedicati ai giovani, realizzazione portale giovani (lavoro, ricreazione, cultura…)…
Trasporti ore 23 e 30
Piano trasporti finalizzato al non uso dell’auto in città. Linee preferenziali veloci, collegate con parcheggi esterni per auto e interni per bici gestiti in modo razionale ed efficace. Abolizione del divieto di sosta per bici davanti la stazione…

 


 

 

Aumentano le manifestazioni di interesse dei grandi media per gli sprechi legati alla Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo. Nel video potete vedere, se ve lo foste perso, il servizio di Agorà su Rai Tre.


 

 

Movimento Cinque Stelle Emilia-Romagna: La strage silenziosa dei morti sul lavoro

 

Incredibile: venerdì, in occasione della giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, qualcuno ha avuto la brillante idea di convocare una conferenza stampa dai toni trionfalistici per presentare i dati regionali relativi agli incidenti. Beh, sono tragici, come tragica è ogni morte sul lavoro: l'Emilia-Romagna è al secondo posto per decessi sul lavoro (42), dietro solo alla Lombardia (52) (dati 2011, sono praticamente in tempo reale). Peccato che il numero assoluto, se rapportato alla popolazione della regione, ci lanci al primo posto in questa triste graduatoria. E pensare che prima della crisi non era così: ora, per risparmiare, si taglia sulla sicurezza, è drammatico! E' una conseguenza delle aste al massimo ribasso: dei tempi di consegna strozzati, della fretta... Qui c'è gente che muore, nel 2010 ci sono state 87 vittime, non parliamo di contravvenzioni per divieto di sosta! Il fatto che si sia invece voluto sottolineare come gli indennizzi per infortuni siano calati è indice di scarsa serietà: infatti, con la crisi economica, i numeri non sono paragonabili. Senza considerare che i trucchetti statistici sono molto semplici: ora per esempio si dice che gli infortuni siano calati in rapporto ai lavoratori: peccato che siano considerati "lavoratori" anche i cassaintegrati, quindi persone che di fatto non posso infortunarsi... E così il numero scende. Altro trucco? Non vengono computati gli infortunati nel percorso casa-lavoro, che però l'INAIL risarcisce... Se si fosse voluto fare un lavoro rigoroso e non attività di propaganda, in questa conferenza si dovevano annunciare nuove assunzioni e non un nuovo, fumoso, 'progetto'. Le regole esistono, vanno fatte rispettare. Se non investirà più risorse in sicurezza la Regione si renderà complice di questa strage silenziosa.

Il personale delle Aziende Usl dedicato all'attività di vigilanza in Emilia-Romagna è pari a circa 550 operatori: troppi pochi per garantire l'assolvimento di tutti i compiti di controllo in materia di sicurezza e igiene del lavoro loro assegnati. Dire che nuovo personale non sia sostenibile è falso: l'anno scorso abbiamo incassato 5 milioni di ? in contravvenzioni (sui 7 mln di ? di multe elevate). Le risorse ci sono e sarebbe incredibilmente importante reinvestirle per la sicurezza sul lavoro. Com'è possibile chiudere gli occhi davanti ai numeri, che dicono che circa un terzo dei cantieri controllati risulta irregolare?

Oltre ad un'interrogazione regionale, il Movimento 5 Stelle sta elaborando una risoluzione per chiedere più risorse per la sicurezza e ha presentato anche un'interrogazione a risposta immediata in aula (il giorno 12 ottobre 2011) al quale l'Assessore Lusenti (ma perché lui e non Muzzarelli, il deus ex machina della conferenza stampa?) ha risposto citando dati vecchi e contraddicendosi molte volte.


Una vita tranquilla..mica tanto

Questa è la storia di un comune cittadino che ha dedicato mesi della sua vita alla protesta civile. Se state pensando ad un paese lontano, dove il confine tra il diritto e l’ingiustizia spesso si fondono in un sodalizio incoerente, ebbene vi state sbagliando. Oppure no? È successo a Piacenza, dove un tranquillo condominio si è visto nascere sotto i propri appartamenti un forno per la produzione di pane e prodotti gastronomici. Da subito l’attività si è rivelata dannosa per la salute dei condomini tanto che il signor Paderni, protagonista della nostra storia, ha cominciato un iter di verifica che si è poi trasformata in una vera e propria battaglia durata più di 15 mesi. Rivolgendosi dapprima all’ufficio edilizia del Comune di Piacenza che ha dato il benestare alla suddetta attività, classificandola erroneamente come di servizio e non di produzione quale invece risulta essere (ISTAT cod. 10.71.10) e aggirando così lo stesso Piano Regolatore (Art.27) che vieta la possibilità ad un’attività produttiva di risiedere in un edificio residenziale, il nostro concittadino non riceve risposte risolutive al suo problema. A nulla sono serviti gli esposti che Paderni e condomini fanno partire al Sindaco, al Prefetto, all’Assessore al Commercio e al comando dei Vigili del Fuoco per destare dal torpore le istituzioni che fino ad ora non hanno vigilato sulla salute degli abitanti attraverso criteri minimi di sicurezza e legalità. I condomini hanno protestato civilmente con picchetti davanti al Comune, all’ASL e al comando dei VVFF, ma non è bastato a convincerli della marcia indietro. Arpa e Tribunale hanno dichiarato intollerabili le emissioni di calore e rumore provenienti dal forno, ma tante altre le irregolarità riscontrate e documentate dagli abitanti del condominio che ne attestano l’incompatibilità con la loro salute. Un’attivista del movimento ha fatto visita al Paderni, accolta in un appartamento come tanti, con la particolarità di una brandina da ospiti collocata nel bel mezzo del soggiorno, unica stanza della casa in cui gli era possibile non passare la notte in bianco a causa dell’eccessivo calore proveniente dal forno sottostante!

Il cittadino, quel cittadino che paga le tasse convinto che servano a tutelare la sua salute e quella della sua famiglia, quel cittadino che rispetta le regole anche quando vanno contro il suo interesse personale, ha dovuto intentare una causa contro le istituzioni che avrebbero dovuto vigilare e che invece non solo hanno causato l’errore ma ciecamente non l’hanno voluto riconoscere per rimediare. Forse le stesse istituzioni, come spesso accade in un’Italia rassegnata, speravano che il piccolo cittadino demordesse, invece la tenacia del nostro Giuseppe Paderni ha dato una bella lezione alla mediocre arroganza di chi, forte del proprio potere, attua soprusi certo della sua condizione di intoccabile.

 

Ebbene, il giudice ha stabilito che entro il 20 novembre prossimo il forno se ne deve andare.

 

Ma può un cittadino essere costretto a passare 15 mesi alla ricerca dei propri diritti, chiedendo alle istituzioni che applichino le regole che esse stesse hanno creato, per poi non ricevere risposte? Se ognuno avesse semplicemente svolto con competenza il proprio lavoro, il cittadino in questione avrebbe usato tempo e denari per il proprio tempo libero, anziché sprecarli per avere giustizia.

Il movimento 5 stelle di Piacenza si congratula con il sig. Paderni e condomini per il coraggio e l’impegno civile dimostrati.

 

Movimento Cinque Stelle Emilia-Romagna: Il ritorno dei CIP6?!?

 

Federambiente, la lobby delle multiutilities di cui fanno parte Hera ed Iren, è pronta a chiedere di rifinanziare - naturalmente con i nostri soldi - gli inceneritori di rifiuti! Sarebbe un gesto di forte contrapposizione contro l'Unione Europea, le leggi che regolano la libera concorrenza e le fonti rinnovabili. La clamorosa mossa anti-europea che Federambiente (presieduta da Daniele Fortini, AD di Asia Napoli ed in quota Pd) sta compiendo è rilevata nella lettera, che sta per essere inviata ed è in fase di redazione e di cui il Movimento 5 Stelle è entrato in possesso. QUI trovate la versione che sta girando tra i lobbysti ed esperti del settore per la sua redazione finale.

Cosa si legge nel documento?

Senza incentivi pubblici agli inceneritori, "la situazione degli investimenti è in stagnazione, pochi termovalorizzatori sono costruiti negli ultimi cinque anni e praticamente nessun nuovo impianto è stato programmato". Ricordiamo che tra il 2007 ed il 2008, dando seguito alle indicazioni dell'Unione Europea che già aveva aperto procedimenti d'infrazione contro l'Italia, la normativa che tramite i così detti "Cip6" ed i "Certificati verdi" del decreto Bersani del 1999 incentivava con denaro pubblico l'incenerimento dei rifiuti, era stata rivista. Rispettando sia le norme Ue che il Trattato di costituzione dell'Ue in tema di libera concorrenza, erano stati così banditi gli incentivi relativi alla combustione dei rifiuti non biodegradabili.

Nel suo documento indirizzato al Parlamento Federambiente afferma nero su bianco "l'attenzione sulle difficoltà che stanno investendo gli impianti di termovalorizzazione realizzati, ristrutturati o ampliati nel periodo interessato dalle modifiche normative sul tema dell'incentivazione dell'energia da fonti rinnovabili sull'individuazione delle procedure per il calcolo della parte rinnovabile". Tradotto: senza soldi pubblici non riusciamo più a costruire inceneritori. Nel documento Federambiente parla di "investimenti di cui il paese ha drammaticamente bisogno" riferendosi agli inceneritori, ma non fa mai cenno di tutte le tecniche alternative: dai centri riciclo modello Vedelago , al trattamento meccanico biologico, alle tecniche Rifiuti Zero, a quelle "Cradle to Cradle" (dalla culla alla culla) applicate nei Paesi Bassi.

Federambiente non si accontenta. Nel documento sta definendo un altra proposta. In questo caso contro ogni norma democratica che di fatto azzera le proteste di comunità locali, Comuni o Province contro gli inceneritori. Si legge nel documento: "Non esiste ad oggi alcuna credibile "sanzione" per le amministrazioni che pure a fronte della legittimità delle richieste autorizzazione e della bontà dei progetti, rallentano o bloccano il processo autorizzativo per un malinteso e spesso ingiustificato senso del diniego precostituito a qualunque iniziativa che possa suscitare opposizione sul territorio". Cosa propone Federambiente? "Se ad esempio una Provincia non rilascia l'autorizzazione o non fornisce un diniego motivato entro i tempi stabiliti, le subentra la Regione e se entro tempi prestabiliti il processo non è ancora concluso, i poteri degli enti locali sono surrogati dall'amministrazione centrale dello Stato". Tradotto: scavalchiamo i cittadini e andiamo avanti.

Il MoVimento 5 stelle diffonde questo documento in modo che tutte le associazioni ambientaliste possano prevenire questo scempio e facciano pressioni affinché non sia presentato ed i partiti non approvino queste norme anti-europee e antidemocratiche. In tal senso sono state presentate da Giovanni Favia e Davide Bono, in Emilia-Romagna e Piemonte, due risoluzioni per impegnare le rispettive Giunte regionali a bloccare tali proposte.


 

COMUNICATO STAMPA 06/08/2011

 

Il Movimento 5 stelle esprime vicinanza a Edoardo Piazza, per la spiacevole vicenda che lo vede coinvolto.
L’onestà intellettuale e la correttezza sono doti che contraddistinguono il consigliere, che ha fatto della legalità un suo stile di vita, ed e’ per questo che una accusa così infamante  ci rammarica profondamente.
Al riguardo vorremmo chiarire, che la raccolta firme per la campagna elettorale delle regionali 2010  è stata effettuata, rispettando le normative, raccogliendo fisicamente le sottoscrizioni mediante richiesta di un documento identificativo.
La normativa prevede due moduli divisi per provincia: uno per il candidato provinciale, ed uno per il listino del presidente.
A tutte le persone veniva chiesto un documento di identità valido.
I dati venivano quindi trascritti sui moduli e, infine, il sottoscrittore firmava.
Nessuno degli attivisti del Movimento 5 Stelle avrebbe potuto conoscere  gli estremi dei documenti se non fossero stati consegnati dai firmatari e nessuno degli attivisti avrebbe potuto identificare le firme dei singoli soggetti.
Vorremmo ulteriormente precisare quanto è accaduto durante la consegna delle firme: durante il ritiro dei certificati elettorali presso l’anagrafe di Piacenza, si è evidenziato come alcuni sottoscrittori della nostra lista (di cui siamo certi che abbiano firmato solo per noi),  risultavano firmatari per altre liste e pertanto i certificati elettorali non potevano esserci consegnati.
Alla commissione elettorale, presso il Tribunale, avevamo posto questa domanda: “Che cosa accadrebbe se ci fossero doppie firme?”
Ci è stato risposto che è la stessa commissione, nata per controllare eventuali irregolarità, ad avere l’obbligo di controllo e non noi del Movimento 5 stelle.
Ecco perchè confidiamo nel lavoro della magistratura, certi che quanto accaduto si risolva nel migliore dei modi.
Inoltre, a precisazione di quanto riportato sui quotidiani, il Movimento 5 stelle non ha mai presentato alcun esposto al Tribunale di Piacenza, ma effettuò solo una domanda alla commissione, ritenendo che vi potessero essere delle irregolarità nell’acquisizione delle firme, insospettiti anche dal non aver mai visto banchetti organizzati dai partiti maggiori,
ma a quanto pare le uniche presunte irregolarità emerse, sono solo quelle del M5S.
Lasciamo ai lettori ogni considerazione.
Noi non sappiamo che cosa sia accaduto a quei sottoscrittori che hanno disconosciuto la loro firma, ma chiediamo pubblicamente di ripensarci e di rimediare ora che sono ancora in tempo.

Ufficio stampa
Movimento 5 stelle Piacenza


Inceneritore di Parma: lo scandalo di un Aula MUTA

28/07/2011 - Scandaloso. Come novelli Ponzio Pilato, quelli che dovrebbero tutelare la salute degli emiliano-romagnoli se ne sono lavati le mani, abdicando dal proprio ruolo di rappresentanti dei cittadini.

Mercoledì 27 in Aula l'assise ha bocciato una risoluzione che il Movimento 5 Stelle aveva depositato lo scorso novembre. Nonostante l'avessimo protocollata otto mesi fa la risoluzione era ancora attualissima: tutti sappiamo che l'inceneritore di Uguzzolo è stato fermato per sospetto abuso edilizio e che il TAR ha respinto la richiesta di sospensiva d'urgenza dell'atto amministrativo avanzata da Iren Spa. Inoltre sul progetto c'è una inchiesta della Commissione Europea perché l'affido diretto ad Iren Spa dell'opera non rispetterebbe le norme europee: il rischio di una multa minima di 9 milioni di euro.

La nostra risoluzione, scritta con l'aiuto di alcuni tecnici europei, proponeva alternative all'inceneritore per consentire che il piano provinciale della Provincia raggiungesse gli obiettivi di una raccolta differenziata minima al 65% con soluzioni alternative. Invece l'aula è stata muta. In un quarto d'ora ha liquidato un problema serissimo, senza che nessuno intervenisse nel dibattito.

E' l'assordante silenzio dei difensori degli inceneritori. Una vergogna, e i cittadini devono sapere. A votare la nostra risoluzione, oltre al nostro Capogruppo Andrea Defranceschi e al sottoscritto, solo la Consigliera Gabriella Meo. L'aula era semideserta, con 30 presenti e 20 assenti. In dieci si sono astenuti, non sapendo evidentemente di cosa si parlasse: sono Aimi, Bazzoni, Leoni, Pollastri e Alberto Vecchi (tutti PdL), oltre a Cavalli e Manfredini (Lega Nord), Grillini (IdV, l'unico dei suoi in aula), Noè (UdC) e Naldi (Sel). Compattissimo invece il fronte pro-inceneritore: è quello del PD. Hanno votato contro la risoluzione Alessandrini, Barbieri, Casadei, Cevenini, Costi, Marani, Mazzotti, Monari, Montanari, Mori, Moriconi, Mumolo, Pagani, Pariani e Luciano Vecchi, tutti del Partito Democratico. Richetti ha scelto di non votare. E Gabriele Ferrari, il Consigliere di Parma? Ovviamente anche lui allineato e coperto: ha votato contro la proposta, a favore quindi dell'inceneritore. Ma almeno Roberto Garbi? No, lui addirittura era già andato a casa, forse ad accogliere Pier Luigi Bersani atteso nella sua città. Almeno l'opposizione si sarà opposta? Macché, anche Luigi Giuseppe Villani era già in macchina verso casa. Ma nemmeno la Lega, sempre sul territorio? No, anche Roberto Corradi era a casa. Che vergogna: assieme a lui mancavano anche Barbati, Bartolini, Bernardini, Bignami, Bonaccini, Carini, Donini, Errani, Fiammenghi, Filippi, Lombardi, Malaguti, Mandini, Piva, Riva, Sconciaforni e Zoffoli.

Che i cittadini sappiano che i loro rappresentanti non ritengono un problema serio come l'inceneritore degno della loro presenza sul luogo di lavoro.

A settembre faremo una conferenza stampa dove mostreremo il video del 'non-dibattito' surreale cui abbiamo assistito.


Vizi privati e pubbliche virtù

A settembre arriverà in commissione il nostro progetto di legge anti-casta http://aldemetra.regione.emilia-romagna.it/oggetti/doc/IX/OG2010031852.pdf). Se verrà approvato, i CdA delle aziende partecipate della regione Emilia-Romagna cesseranno di essere dei postifici per i politici di turno. Non ci troveremo più davanti a dei casi come quello di Filippo Bortolini, segretario dei Verdi e consigliere nel cda di Ervet (Agenzia regionale di valorizzazione economica del territorio)... oppure Angelo di Giansante (leggi questo articolo http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/03/dichiarazioni-difformi-nel-cv-di-di-giansante.html, ma anche questo e ancora http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/01/la-regione-nomina-a-capo-dellazienda-per-il-diritto-agli-studi-di-giansante-indagato-e-gia-multato-d.htmlquest'altro http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/02/bavaglio-preventivo-sul-caso-di-giansante.html). Non potrà però la nostra legge evitare casi come quello del vicesindaco ed assessore al bilancio del comune di Bologna. Per far quello bisogna votare M5S... Ma vediamo che è successo.

Sarà un caso di omonimia. E' un nome comune, Silvia. E anche il cognome, Giannini, suvvia, lo è. La Vicesindaco del Comune di Bologna Silvia Giannini tuona contro la politica-poltronificio e, anzi, è la relatrice di una proposta all'insegna della trasparenza, del no ai doppi incarichi e anti-riciclo per politici trombati (cercando di inseguire i temi del m5s). Perfetto! Invece l'altra Silvia Giannini è membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo CIR di De Benedetti (tessera N°1 del PD, stessa maggioranza in comune), che conta L'Espresso, Sorgenia (Energia elettrica) e Kos (sanità privata) fra le controllate, ed è stata nominata proprio in piena campagna elettorale.... Vi sorprendete se vi diciamo che sono la stessa persona? No? Il problema è proprio quello. Nessuno si scandalizza più se la Giannini Vicesindaco con delega al bilancio e alle Partecipazioni Societarie è la stessa che tuona contro i doppi incarichi e la stessa che deve anche curare gli interessi di CIR. Conflitti d'interesse? Vizi privati e pubbliche virtù. Lodevole l'interesse per il nuovo regolamento contro i doppi incarichi ma non dobbiamo dimenticarci i potenziali conflitti d'interesse che sono uno dei più grandi problemi di questo paese. Se è possibile regolare i doppi incarichi all'interno della sfera pubblica, molto più difficile è controllare le commistioni tra pubblico e privato Stay tuned.

 

SCARICA QUI IL NOSTRO PROGETTO DI LEGGE ANTI-CASTA.

 

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE: http://youtu.be/-pWCGONRp6w

 


 

Incontro con Davide Semenza

Negozio a KM 0, uno degli aspetti previsti dal programma del movimento 5 stelle è stato attuato da Davide Semenza che abbiamo incontrato per conoscere come è nata questa avventura ed ai progetti futuri.


 

Incontro con Laura Chiappa

Primo incontro con Laura Chiappa Presidente di Lega Ambiente di Piacenza per parlare della situazione del nucleare dopo lo stop avuto dallo spot pubblicitario ingannevole del forum sul nucleare

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